Raid russi intensi in Ucraina, Pokrovsk a rischio caduta secondo Cnn

La battaglia di Pokrovsk sta raggiungendo un momento cruciale nel conflitto russo-ucraino. Secondo la CNN, le forze russe stanno per conquistare questa città strategica del Donetsk, uno snodo logistico-ferroviario cruciale che controlla i rifornimenti verso Kramatorsk e Sloviansk. I combattimenti si intensificano quotidianamente con tattiche di attrito massicce: la Russia invia ondate continue di soldati con perdite elevatissime, mentre i militari ucraini resistono ostinatamente, avendo respinto 73 attacchi nemici nelle ultime 24 ore. La situazione rimane estremamente tesa, con quasi 200 scontri segnalati a livello nazionale e attacchi coordinati su più fronti.

La città, che ospitava oltre 60.000 abitanti prima dell’invasione di febbraio 2024, è diventata praticamente disabitata, trasformandosi in un fantasma urbano dove si susseguono scontri quotidiani senza sosta. Le perdite militari rimangono devastanti per entrambe le parti, con lo Stato Maggiore ucraino che segnala perdite russe superiori ai 700.000 soldati a novembre 2025. Intanto, attacchi sistematici alle infrastrutture energetiche hanno causato blackout estesi, lasciando molte aree senza elettricità, mentre la difesa aerea russa continua ad abbattere decine di droni ucraini ogni giorno.

Il contesto dello scontro nel Donetsk

Battaglia di Pokrovsk: il fronte più caldo

Lo scontro per il controllo di Pokrovsk rappresenta uno dei momenti decisivi della fase attuale del conflitto. Le forze russe hanno intensificato gli assalti negli ultimi giorni, infiltrandosi in vari quartieri della città e occupando decine di edifici attraverso combattimenti porta a porta. I soldati ucraini sul terreno descrivono una realtà sempre più drammatica, riferendo che la Russia invia circa 300 uomini al giorno in città, aspettandosi perdite del 60-70 per cento. Nonostante la resistenza determinata delle truppe ucraine, che continuano a respingere ondate di attacchi, l’incirclement tattico della città procede rapidamente. L’alto comando russo sostiene che la caduta è ormai quasi inevitabile, mentre Kiev ammette ufficialmente che la situazione è “difficile” ma ancora controllabile. Le operazioni di evacuazione sanitaria dei feriti avvengono tramite elicotteri, segno della pressione estrema sul perimetro difensivo.

Le perdite senza precedenti

Le perdite di guerra raggiunte a novembre 2025 rimangono storicamente significative. Secondo i dati dello Stato Maggiore ucraino, i militari russi hanno subito oltre 700.000 casualità cumulative tra morti e feriti. Questa cifra, pur contrastata da Mosca, riflette l’intensità dei combattimenti nei soli ultimi mesi. I comandanti ucraini hanno descritto tattiche russe di “tritacarne”, dove comandanti mandano avanti truppe in ondate successive sapendo che la maggioranza subirà perdite irreversibili. In compenso, anche le forze ucraine soffrono attriti costanti nel tentativo di mantenere i perimetri difensivi. La guerra di attrito non conosce vincitori, ma soltanto il costo crescente in vite umane. Gli analisti militari internazionali concordano sul fatto che entrambe le parti hanno subito riduzioni significative della capacità di ricambio del personale addestrato.

L’importanza strategica di Pokrovsk

La posizione logistica cruciale

Pokrovsk funge da hub logistico-ferroviario centrale per l’intero settore del Donetsk controllato ancora da Kiev. La città rappresenta il collegamento essenziale tra le strutture di rifornimento situate a ovest e i fronti più avanzati dove operano truppe ucraine. Se Pokrovsk cadesse, la Russia riuscirebbe a:

  • Lanciare offensive verso Kramatorsk e Sloviansk, ultime città ucraine significative nella regione
  • Completare il controllo sostanziale del Donbass, obiettivo dichiarato da Mosca
  • Utilizzarla come piattaforma di lancio per spingere verso ovest in direzione di Dnipropetrovsk

Questo significa che la perdita di Pokrovsk non segnerebbe la fine della guerra, ma rappresenterebbe indubbiamente una svolta strategica e psicologica nel conflitto. Il valore simbolico per Mosca è enorme: Putin persegue questa vittoria da più di 21 mesi a un prezzo umano sempre più alto.

Il significato militare oltre il simbolismo

Sebbene alcuni analisti del think tank internazionali sostengono che la caduta di Pokrovsk “non rovescerebbe l’intero esito della guerra”, il colpo morale e operativo sarebbe comunque significativo. L’accesso a questa città consentirebbe ai russi di riorganizzare completamente le linee di rifornimento per le operazioni offensive subsequent verso il cuore dell’Ucraina orientale. Inoltre, rappresenterebbe la più grande vittoria territoriale russa dal 2023, rafforzando la narrazione di Mosca sulla sostenibilità della sua campagna. Dal punto di vista ucraino, la perdita costringerebbe a ripiegare le difese su nuove linee ancora più arretrate, esponendo ulteriori territori al controllo russo.

L’offensiva russa e le tattiche impiegate

Gli assalti coordinati e la forza speciale

Le operazioni russe ricorrono sistematicamente a assalti coordinati che combinano fanteria leggera, droni tattico e fuoco di supporto. Le truppe di forze speciali russe si infiltrano in advance per preparare i terreni agli assalti di massa successivi, creando sacche di confusione nelle linee difensive ucraine. Questa tattica consente penetrazioni rapide ma a costi umani proibitivi. Gli elicotteri da attacco forniscono copertura aerea coordinata, mentre artiglieria pesante batte continuamente le posizioni nemiche. Nel solo settore di Pokrovsk, le forze ucraine riferiscono di aver contrastato 73 attacchi nemici in 24 ore, un ritmo senza precedenti che evidenzia la pressione quantitativa dell’offensiva russa.

I raid sulle infrastrutture energetiche

Parallelamente agli assalti terrestri, la Russia ha scatenato una campagna sistematica contro le infrastrutture energetiche ucraine. Attacchi coordinati di droni e missili hanno colpito impianti di generazione, sottostazioni e linee di trasmissione, causando blackout estesi che hanno lasciato Kiev al buio. Questa strategia mira a logorare la capacità dell’Ucraina di mantenere l’economia di guerra e il morale civile. I sistemi di difesa aerea ucraini abbattono decine di droni nemici nelle regioni di Bryansk e Rostov, ma il volume degli attacchi rimane tale da superare spesso le capacità di intercettazione disponibili. L’erosione delle infrastrutture civili rappresenta un’arma tattica per indebolire la resistenza complessiva.

La resistenza ucraina e le controffensive

Le operazioni di Dobropillia e l’alleviamento della pressione

Consapevole della pressione crescente a Pokrovsk, lo Stato Maggiore ucraino ha intensificato le operazioni nell’area di Dobropillia, a ovest della città, tentando di alleggerire il carico sul presidio Pokrovsk attraverso azioni di disturbo e contrattacco. Queste manovre mirano a costringere la Russia a disperdere risorse in multiple direzioni, rallentando l’incirclement coordinato. Tuttavia, la capacità tattica di Kiev rimane limitata dalle perdite cumulative e dall’esaurimento delle riserve di personale addestrato. I tentativi di evacuazione tramite elicotteri di soldati feriti e incircondati rappresentano una conferma implicita della gravità della situazione, anche se ufficialmente Kiev continua a negare un completo accerchiamento.

La propaganda e la contrapropaganda

Entrambe le parti ricorrono ampiamente a narrazioni conflittive sulla realtà del terreno. Lo Stato Maggiore ucraino pubblica bollettini quotidiani sulle perdite russe che superano i 700.000 uomini, mentre Mosca sostiene che l’Ucraina sopravvaluta drasticamente i danni inflitti. Kiev sostiene ufficialmente che le linee “tengono bene” e che le operazioni continue fermano l’avanzata russa, mentre fonti giornalistiche internazionali (CNN in particolare) riportano che la caduta di Pokrovsk “sembra ormai quasi inevitabile”. La verità tattica del terreno rimane probabilmente compresa tra le due narrazioni estreme, con la situazione effettivamente molto difficile per le forze ucraine, ma non ancora completamente compromessa.

Le implicazioni strategiche globali

Il significato per la geopolitica internazionale

La situazione a Pokrovsk influenzerà la percezione internazionale della capacità ucraina di resistere all’offensiva russa. Una caduta potrebbe incoraggiare pressioni diplomatiche verso Kiev per accettare condizioni di pace sfavorevoli, mentre una resistenza prolungata rafforzerebbe la narrativa occidentale sulla sostenibilità dell’impegno ucraino. Gli alleati occidentali stanno osservando attentamente l’esito di questi scontri per calibrare il livello di supporto militare ed economico futuro. La caduta della città, pur non rappresentando la fine della guerra, comporterebbe comunque una ricalibrazione strategica delle priorità geopolitiche nei prossimi mesi.

Le prospettive a breve e medio termine

Sebbene il pensiero strategico internazionale suggerisca che la perdita di Pokrovsk non rovescerebbe completamente l’equilibrio del conflitto, comporterebbe comunque una transizione verso una nuova fase della guerra. La Russia acquisirebbe una base territoriale più profonda dalla quale lanciare offensive verso le città ucraine ancora sotto controllo di Kiev, mentre Ucraina dovrebbe tracciare nuove linee di difesa e riorganizzare le strutture logistiche. Il costo umano continuerà a crescere per entrambe le parti, con probabilmente scarsi risultati decisivi nel prossimo futuro, ma con mutamenti significativi nella mappa tattica del conflitto che ridefiniranno le possibilità strategiche disponibili a ciascun belligerante.

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